26 Maggio 2004
Inviato da MAX
Scritto da Andrea Olivetti (Presidente NORD EST 4X4 Trieste)
“Sabato
ore 16.00 arrivano le prime telefonate dai partecipanti provenienti
dalle varie regioni italiane, che chiedono le ultime indicazioni per
poter raggiungere Trieste e Muggia, luogo di ritrovo e di partenza
l’indomani.Gli ultimi equipaggi giungono a Muggia verso le 22.00
a bordo dei loro fuoristrada carichi di materiali e generi alimentari
da destinare ai bambini meno fortunati dei villaggi rumeni.Parcheggiati
i mezzi, tutti assieme andiamo a mangiare una pizza, con l’intento
di conoscersi un po’ i partecipanti prima della partenza.Da
subito tra i presenti, impazienti di partire per vivere questa stupenda
esperienza, si crea uno splendido clima interno al gruppo, tra una
risata e l’altra.La serata si conclude velocemente, tra un karaoke
e l’altro, l’indomani ci aspetta una giornata impegnativa
di trasferimento da Trieste fino in Romania.
E’ l’alba, sono le 05.30 di domenica 25 aprile, il sole
non si è ancora alzato, anche lui come tutti noi fatica a svegliarsi.Tutti
i fuoristrada si dirigono al punto di ritrovo e partenza, fissato
per quest’anno presso la concessionaria Autoline di Muggia.Li
ad attenderci l’amico, nonché titolare della concessionaria
il Milan che ci ospita nella struttura, da una parte si sbrigano le
ultime formalità delle iscrizioni dall’altra vengono
offerte dalla ditta Dabet le colazioni a tutti noi. Nel parcheggio
esterno mano a mano arrivano i partecipanti che dopo aver parcheggiato
i mezzi, si dedicano alla piacevole e coreografica opera di “adesivaggio”,
sistemando nei modi più artistici l’adesivo porta numero,
assieme agli adesivi dati dai supporter dell’iniziativa. Come
in ogni buon raduno, prima del taglio del nastro tricolore, foto di
gruppo sotto lo striscione di partenza, facce un po’ assonnate
ma entusiaste e ansiose di accendere i motori. Ore 8.20 tutti hanno
“posato” per la foto di partenza, ed ora incolonnati partiamo
alla volta del primo confine tra l’Italia e la Slovenia.Simpatico
pensare che stiamo varcando un confine che al nostro ritorno non troveremo,
in quanto il primo maggio la Slovenia farà parte dell’Europa.
Già dopo i primi chilometri e l’attraversamento del confine
il gruppo è ben amalgamato, ed il cb è già rovente.Naturalmente
a capo della colonna, come una faro guida nella notte, ci sta il mitico
Franco che a bordo del suo Roky ( di un verde unico al mondo) come
un buon cane pastore guida il gruppo.Dopo alcune orette di guida ecco
il confine con la Croazia, la guida del Nord Est via radio comunica
a tutti di stare in “silenzio radio”, effettivamente non
è un’impresa facile, chiedere silenzio al nostro gruppetto.Via
il confine è alle nostre spalle, facciamo un paio di metri
e con la scusa di attendere il passaggio della frontiera degli ultimi,
si improvvisa una sosta “pipi” accolta con entusiasmo
un po’ da tutti.Far fermare tutta la colonna e far si che tutti
riescano nelle proprie “intenzioni”, non è cosa
veloce, per questo dopo il canonico quarto d’ora la nostra “guida
baffuta” richiama tutti per la partenza.Via nuovamente a bordo
dei mezzi per un nuovo tratto di trasferimento fino alla frontiera
con l’Ungheria. Poco prima della frontiera facciamo una sosta
per poter rifornire tutti i fuoristrada, con l’intento di non
far tappa in territorio ungherese. Subito dopo aver oltrepassato la
frontiera, si avverte un clima diverso, i veicoli presenti sulle strade
diminuiscono e si inizia a vedere una realtà d’altri
tempi, dove comunque il ricordo del passato, come del resto in Romania
è ancora presente.Per attraversare l’Ungheria ci impieghiamo
buona parte della giornata. I panorami offerti sono splendidi, immense
distese coltivate in modo estensivo, grandi estensioni ricoperte da
fiori gialli, torri per il prelievo dell’acqua sparse, che affiorano
in queste pianure dove l’occhio non ne vede il confine tra cielo
e terra. E’ ormai sera quando varchiamo il confine tra Ungheria
e Romania. Le pratiche per il passaggio del confine sono relativamente
veloci, il che fa piacere a tutti, anche perché dopo aver percorso
quasi 800 chilometri, per tutti è giunta l’ora di riposare.Anche
l’ultima fuoristrada ha oltrepassato il confine e tutti nuovamente
in colonna ci dirigiamo verso la città di Arad, dove ci attende
il nostro corrispondente rumeno. Ok, stanchi ed un po’ provati
svoltiamo a sinistra nel parcheggio del primo albergo che ci ospiterà
per la prima notte rumena.Dopo le formalità legate all’assegnazione
delle stanze, ci ritroviamo subito dopo a cena, nel corso della quale
il nostro referente rumeno Dinu, ci illustra la nostra settimana rumena,
indicandoci le piste che percorreremo e le città che nel corso
del viaggio visiteremo. A questo punto veramente “cotti”
dal viaggio prendiamo possesso delle stanze e ci addormentiamo con
il pensiero ai prossimi giorni.
Ci accarezza la luce della prima mattinata rumena, è lunedì
26 aprile, ed anche se è appunto un lunedì tutti sono
entusiasti della giornata che si sta aprendo. Dopo l’abbondante
colazione, dove i più si approvvigionano “modello deserto”
si rientra in macchina per affrontare la prima parte di off road attraversando
i monti di Zarand, che ci offrono dei passaggi off road di tutto rispetto
attraversando una foresta dopo l’altra.

Questa prima mattina mette tutti alla prova, anche chi si avvicina
al fuoristrada per la prima volta. Proprio a questi equipaggi vengono
riservate le attenzioni maggiori, l’assistenza e gli istruttori
del Nord Est fanno il possibile per rendere semplici e valicabili
tutti i passaggi, dando brevi ma mirate indicazioni e suggerimenti
di guida.La prima piccola selezione tra i driver più esperti
ed i novizi la si ha sempre nel corso della mattinata quando ci troviamo
in mezzo alla foresta a dover superare un bel canalone formatosi con
le abbondanti piogge dell’inverno.Per i numerosi “cameraman”
il passaggio che affrontiamo uno ad uno rappresenta uno spunto interessante
per realizzare delle immagini suggestive. Tutti senza alcun problema
riescono a superare il canalone, “cavalcandolo come un toro”.L’operazione
è resa ancora più divertente dalla abbondante quantità
di fango presente, che forma quello strato scivolosissimo che mette
alla prova i piloti.Superato il canalone proseguiamo seguendo la nostra
nuova guida, Dinu. Prima di arrivare al pranzo, la giornata ci riserva
un altro bel passaggio, l’attraversamento di un guado profondo,
ma non pericoloso.

Anche
qui tanti gli scatti fotografici fatti, uno ad uno i fuoristrada entrano
nel fiume e lo risalgono per alcuni metri. Uno dei “reporter”
decide di appollaiarsi sul tetto di una delle macchine, un bel Land
Rover 110, per poter girare una scena del fiume.Verso
la metà del guado la Land si blocca, ed allora il nostro operatore
posa la telecamera, si rimbocca le maniche, dal tetto si cala sul
cofano per poter attaccare la corda di traino dal gancio della Land,
fino al gancio traino del mitico “TATAZZA”, un potente
TATA guidato dal Max dell’Abruzzo Fuoristrada.Le battute
in tono scherzoso si sprecano sul commentare il recupero del Land,
e per l’intera giornata sarà argomento di “chiacchiera”
via cb. Finito il passaggio del guado, si riprende la marcia, lungo
le piste che corrono vicino al fiume.Capita spesso di vedere animali
nei prati, dai maiali, di tutti i “modelli”, “automobilisticamente”
parlando, dai maiali station vagon a quelli modello mini car, ed infine
ai cavalli.La pausa pranzo finalmente arriva, parcheggiamo i nostri
mezzi ed entriamo dai pescatori, nel loro circolo dove troviamo una
struttura caratteristica, il nostro ristorante. Ci vengono servite
le specialità locali a base di pesce, il tutto innaffiato con
del vino e dell’ottima grappa rumena.
Si riparte, in direzione della città di Vata che raggiungeremo
in serata.Il pomeriggio ci riserva altri passaggi
divertenti,una prima salita erosa dall’acqua, che crea qualche
problema ad alcuni mezzi. Dopo qualche recupero, che vede ancora il
TATAZZA soccorrere i piu’ bisognosi, si prosegue il nostro giro
sempre contornati da animali dei più diversi.Un enorme
gregge di pecore ci blocca per un po’ la strada, attendiamo
con pazienza il loro transito, e proseguiamo .In serata giungiamo
nella città di Vata, dove prendiamo posto in hotel, pronti
per la seconda giornata rumena.
Martedì 27 aprile, si parte di buon mattino per visitare il
museo dell’oro di Vata.Ci viene spiegata l’importanza
dell’estrazione dell’oro in questi luoghi, unico motivo
di vita per intere generazioni. Proprio qui venivano estratti in passato
notevoli quantità d’oro, e fin dai primi tempi si studiavano
le migliori tecniche estrattive. Il museo che visitiamo denota lo
scorrere del tempo ed il cambio delle politiche, ma rimane pur sempre
un riferimento importantissimo. Dalla città di Vata via fuoristrada
ci spostiamo verso la città di Alba Julia, dove arriveremo
in serata.
Siamo al martedì 27 aprile, dopo la mattinata off road eccoci
arrivare alla pausa pranzo, organizzata in un villaggio lungo il nostro
tragitto, all’interno di un’abitazione privata. Si respira
un’aria particolare, un forte calore umano,dato dai partecipanti
euforici dei primi giorni di viaggio, e dai padroni di casa. Concluso
il pranzo, il nostro buon Remigio, il mago della meccanica, si cimenta,
suo malgrado nella riparazione volante, di una piccola noia sul mezzo
della nostra prima guida il mitico Franco. Per
nostra fortuna una parte dei presenti, nel contempo si adopera per
fare e servire un buon caffè all’italiana, direttamente
dalla moca, sistemata su uno dei provvidenziali fornelletti da campo
del Max e del Gabriele.
Il pomeriggio ci riserva un percorso suggestivo, e l’attraversamento
di un bel guado ben più tosto dei precedenti.Questa volta però
qualcuno si trova un pochino in difficoltà, per meglio dire
con il motore che ha deciso di scioperare proprio durante l’attraversamento
del guado. L’importante come spesso si dice in questi casi è
“prenderla con filosofia”…. Altro che filosofia,
quando ti trovi in un guado a motore spento l’unica filosofia
che ti sovviene è quella dei “santi”…Alcuni
hanno proposto di dotare alcune vetture maggiormente soggette a questo
tipo di problema “da guado”, di un impianto di rilascio
del sapone interno alla macchina automatico, così nell’attesa
di esser trainati fuori dal guado, si ha l’occasione di pulire
bene il mezzo. Battute a parte dopo il transito di tutti gli equipaggi
ci siamo diretti verso la zattera che ci farà attraversare
un grosso fiume, non guadabile.
Per tutti noi l’attraversamento di questo fiume a bordo della
chiatta senza motore regolata solamente dalle carrucole e guidata
da un unico grosso cavo d’acciaio, rappresenta motivo di interesse
e curiosità. A gruppi di quattro mezzi per volta dopo circa
quaranta minuti tutti assieme riprendiamo il viaggio in direzione
della città di Alba Julia.Nella città ci fermeremo anche
il mercoledì 28 aprile.Per l’ora di cena giungiamo ad
Alba, nell’Hotel a ridosso delle vecchie mura che circondano
il centro storico.
Siamo giunti a mercoledì 28, colazione volante come di consueto
e via in macchina nella foresta della Transilvania. La mattinata ci
riserva diverse sorprese fuoristradistiche. In una di queste il Franco
ha “l’occasione” di utilizzare il suo fiammante
verricello, per potersi togliere dagli impicci, in una curva in discesa
al quanto insidiosa. Dopo la mattinata off road, nel primo pomeriggio
facciamo tappa lungo uno splendido lago, dove ci attende la pausa
ristoro, organizzata presso i pescatori/cacciatori locali. Forse proprio
questo pranzo è il più sentito dai presenti, non solo
per le pietanze servite, ma soprattutto per i canti ed i balli improvvisati
da tutti noi. La giornata è proseguita con una nuova parte
off road che ci ha offerto scorci particolari, resi ancor più
caratteristici da una nebbiolina, che nel contesto non dava alcun
fastidio, non stonava, anzi rendeva il percorso più suggestivo.
Come previsto dal programma, nel corso della serata rientriamo a Alba
Julia per il pernotto.
L’alba di un nuovo giorno, giovedì 29 aprile, da Alba
Julia ci spostiamo via fuoristrada verso la nostra prossima meta,
la città di Deva. Questa giornata la dedichiamo alla visita
di un monastero che ci affascina per la storia che lo vede protagonista
e per lo splendore delle opere d’arte contenute in esso. Il
fuoristrada durante la giornata è più soft, i tratti
impegnativi non sono molti, a vantaggio dei paesaggi splendidi che
attraversiamo velocemente sempre il direzione della città di
Deva.
Lungo il tragitto ci fermiamo al castello di Hunedoara una delle principali
dimore del Conte Vlad, il Conte Dracula.

Nel
tardo pomeriggio la carovana arriva a Deva, una piacevole cittadina,
giovane e solare, che abbiamo la possibilità di visitare durante
un breve giro prima della cena.
Andiamo a riposare sapendo che la giornata conclusiva in Romania sarà
già domani, ed il programma di viaggio parla chiaro, fuoristrada
duro per l’intera giornata.
Siamo giunti ormai alla giornata conclusiva del raduno, partenza dalla
città di Deva in direzione Arad ultima tappa del nostro viaggio.
La mattinata off road si apre subito con alcuni passaggi impegnativi,
che mettono a dura prova gli equipaggi. Anche i meno esperti dopo
la settimana fuoristradistica hanno appreso diverse nozioni utili.
Nel corso della giornata, attraversiamo alcuni villaggi dove scarichiamo
gli aiuti umanitari trasportati dall’Italia grazie all’accordo
stretto con l’associazione Bambini nel Deserto di Modena e grazie
anche all’iniziativa dei singoli equipaggi.
Tocca profondamente il cuore di tutti quando consegni un po’
di materiale a quei bambini e ragazzi che si ritrovano nel nulla,
“un nulla” che forse a loro porta maggior serenità
che a noi nel nostro “tutto”. Certo non abbiamo la presunzione
di colmare i mali della Romania con i materiali che trasportiamo,
ma crediamo, e ne siamo convinti, che sia il minimo da fare, visitando
quei luoghi, così affascinanti, ma anche così ricchi
di contraddizioni, di ingiustizie sociali e non solo. Sicuramente
la giornata finale, il venerdì appunto, per tutti rappresenta
la giornata più significativa, al di la del fuoristrada fatto.
Anche oggi la giornata viene spezzata dalla pausa pranzo, che abbiamo
il piacere di fare presso una struttura privata che ci accoglie con
grandi fasti.
Nel corso della giornata facciamo anche una
simpatica sosta caffè sempre ben organizzata dagli eletti cambusieri
del Raid (Max, Grazia e Gabriele). Tra un sorso di caffè
e l’altro improvvisiamo un giro tondo, bene specificarlo senza
alcuna valenza politica, anche perché per fortuna da certe
cose siamo distanti oltre 800 chilometri, quegli stessi chilometri
che andremmo a percorrere domani, sabato, giorno di rientro. Siamo
giunti nella tarda serata ad Arad nell’hotel che ci ha ospitato
la prima notte in Romania.Dopo la cena, Dinu il nostro corrispondente
rumeno si congeda da noi dopo alcune brevi ma importanti considerazioni
sul viaggio. Suona l’ultima sveglia in Romania, è sabato
primo maggio, data storica per molti paesi tra i quali l’Ungheria
e la Slovenia che entrano in Europa.Forse anche grazie a tutto questo
le frontiere sono quasi inesistenti al nostro passaggio, che per nostra
fortuna avviene velocemente.Nel corso del viaggio di ritorno poche
e brevi sono le soste permesse dalla rigida tabella di marcia che
ci impone un ritmo sostenuto per poter arrivare in Italia in un orario
decente. L’unica sosta degna di questo nome la facciamo presso
un’area di servizio autostradale, che per l’occasione
trasformiamo nel nostro ristorante privato a cielo aperto, sotto un
sole cocente .Diamo sfogo a quanto rimasto,
dai formaggi alle ricotte donateci dagli abitanti di quei villaggi
(preziosamente custodite nel frigo del TATAZZA) dove abbiamo lasciato
gli aiuti, e naturalmente al caffè finale.
A fine giornata il nostro conta chilometri segna che abbiamo percorso
nella sola giornata di oggi oltre 800 chilometri ed in totale oltre
2600 chilometri dalla partenza da Trieste sette giorni prima.
Stanchi, veramente provati fisicamente, ma estremamente soddisfatti
del gruppo che si è creato, e di quanto fatto per i meno fortunati,
chiudiamo le pagine di questo diario che ognuno di noi custodirà
a proprio modo per sempre e gelosamente. La manifestazione per l’edizione
2004 è stata sostenuta da parter di rilievo, che hanno dato
lustro,e reso possibile il tutto, un ringraziamento particolare va
sicuramente alla Motul,alla concessionaria Autoline di Muggia, al
Mercatino che da lungo tempo ci supporta dandoci un prezioso spazio
all’interno del settimanale, alla Dabet azienda che opera nel
servizio di distribuzione automatica delle bevande e non solo, all’Avis
in particolare la sezione di Trieste, alla Sportler che con i suoi
numerosi punti vendita offre un’ampia vetrina di prodotti rivolti
al mondo dello sport e non solo, ed infine alle tante persone che
per mesi hanno sacrificato il loro tempo e le loro risorse per poter
portare a termine il raduno.Grazie a Tutti

IL SUPREMO:
Andrea OLIVETTI
(Presidente NORD EST 4X4 Trieste)
UNO SPECIALE
RINGRAZIAMENTO DAI DUE EQUIPAGGI ABRUZZESI:
IL TATAZZA (Smogbyker)–Club Abruzzo Fuoristrada–Tata
Club Italia ELEPHANT 4X4
Dr. MALE (Marcom) - Club Abruzzo Fuoristrada
ALLO SPONSOR:
WWW.OVERLAND30004WD.IT
tutto per i fuoristrada
(convenzionato
con i CLUB: ABRUZZO FUORISTRADA &– ELEPHANT 4X4)